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SPILIMBERGO FOTOGRAFIA 2013
SPILIMBERGO PHOTOGRAPHY 2013
Biblioteca Civica Lignano Sabbiadoro 1 luglio – 5 settembre
A cura di Uwe Jacobshagen e Rolf Khun
Inaugurazione: mercoledì 3 luglio, ore 18.30
Apertura: da lunedì a venerdì 14.30-
SPILIMBERGO PHOTOGRAPHY 2013
Sala Brumat, Ufficio Turistico Valvasone, 18 luglio – 31 agosto
a cura di Walter Liva
Inaugurazione: giovedì 18 luglio, ore 18
Apertura: tutti i giorni 9-
SPILIMBERGO PHOTOGRAPHY 2013
Palazzo Tadea, Spilimbergo 20 luglio – 1 settembre
A cura di Uwe Ommer
Inaugurazione: sabato 20 luglio, ore 20
Apertura: giovedì-
SPILIMBERGO PHOTOGRAPHY 2013
Palazzo Tadea, Spilimbergo 20 luglio – 1 settembre
A cura di Guido Cecere
Inaugurazione: sabato 20 luglio, ore 20
Apertura: giovedì-
SPILIMBERGO PHOTOGRAPHY 2013
Villa Ciani, Lestans 20 luglio – 1 settembre
A cura di Lorella Klun
Inaugurazione: domenica 21 luglio, ore 16.30
Apertura: giovedì-
SPILIMBERGO PHOTOGRAPHY 2013
Corte Europa, Spilimbergo, 20 luglio-
A cura di Roberto Salbitani
Inaugurazione: sabato 20 luglio, ore 11
SPILIMBERGO PHOTOGRAPHY 2013
Mulino di Ampiano, Pinzano al Tagliamento 20 luglio – 18 agosto</em>
A cura di Lucien Bedenj
Inaugurazione: domenica 21 luglio, ore 18
Apertura: giovedì-
SPILIMBERGO PHOTOGRAPHY 2013
Sale espositive della Provincia, Pordenone 7 settembre – 6 ottobre
A cura di Miha Colner
SPILIMBERGO PHOTOGRAPHY 2013
Cappella Gentilizia di Palazzo Altan
13 luglio – 27 ottobre
SPILIMBERGO PHOTOGRAPHY 2013
Palazzo Altan, San Vito al Tagliamento 29 giugno -
A cura di Walter Liva
Orari d'apertura:
venerdì 16.00-
per visite su prenotazione fuori orario chiamare il num. 0434-
SPILIMBERGO PHOTOGRAPHY 2013
Galleria Tina Modotti, Udine 5 luglio – 15 settembre
A cura di Walter Liva
SPILIMBERGO PHOTOGRAPHY 2013
Pilonova Galerija, Ajdovščina, 12 luglio – 31 agosto
A cura di Margit Zurckriegl
SPILIMBERGO PHOTOGRAPHY 2013
Museo delle Coltellerie Maniago, 1 giugno – 28 luglio
A cura di Sandra Vitaljić
Mario Giacomelli
Dall’archivio di Luigi Crocenzi
a cura di Walter Liva
Corte Europa, Spilimbergo
23 luglio – 25 settembre
Mercoledì-
Nel 1995 il CRAF ha acquisito l’archivio di Luigi Crocenzi, una miniera di lettere, libri e fotografie di assoluto rilievo che l’uomo di cultura fermano aveva raccolto nel corso degli anni.
Tra questi materiali, spicca per il suo enorme valore il corpus di oltre 250 fotografie vintages realizzate da Mario Giacomelli dagli anni ’50 alla fine degli anni ’70.
Con Crocenzi, Mario Giacomelli (Senigallia, 1925 – 2000) ebbe un rapporto duraturo di amicizia che si tradusse nel 1961 nella collaborazione alla sceneggiatura di Un uomo una donna un amore e nel 1963 di A Silvia.
Grazie anche alla disponibilità della famiglia Giacomelli, e in particolare del figlio Simone e della nipote Katiuscia Biondi, il CRAF presenta quindi al più vasto pubblico una selezione ragionata delle opere del grande fotografo marchigiano, a ragione considerato il più importante fotografo italiano del Novecento.
Nella prima parte della mostra vengono quindi presentate le serie di fotografie degli anni ’50: Prime fotografie, Nudi, Mare, i Paesaggi (che si sono poi riproposti lungo tutta la vita artistica di Giacomelli), Puglia, Gente dei campi, risalenti a quegli anni e quindi Lourdes (1957) e Scanno.
Seguono quindi Mattatoio (1961), Io non ho mani che mi accarezzino il viso (1962-
Secondo Arturo Carlo Quintavalle, nel momento in cui Giacomelli organizzò il suo discorso come simbolico[1], sopravanzò l’estetica crociana che Giuseppe Cavalli aveva portato “…a un livello superiore di gusto e di espressione, la tendenza amatoriale che fa della fotografia tanti pezzi staccati l’uno dall’ altro ma aventi una funzione progressiva nel significato spirituale dell’artista…”[2] e spostò il suo messaggio verso un espressionismo fotografico che esasperava l’aspetto emotivo della realtà sottolineato dai contrasti, dai segni ed inoltre, al pari di Federico Fellini nel cinema, Mario Giacomelli ribaltò completamente anche il punto di vista del neorealismo introducendo nelle immagini una nuova poesia tonale, anche onirica e realizzando racconti fotografici che si esprimevano sia nei racconti come nei paesaggi, escludendo inutili dettagli e che fecero di lui il più importante fotografo italiano del Novecento autonomo a quel punto rispetto a ogni scuola.
Mario Giacomelli era il maggiore di tre fratelli e all’età di 9 anni perse il padre. Fu in quel periodo che incominciò a dipingere e a scrivere poesie e la madre da parte sua trovò lavoro come lavandaia presso la casa di riposo della città marchigiana, mentre lui a tredici anni iniziò a lavorare alla Tipografia Marchigiana, rimanendo affascinato dalle tante possibilità di comporre parole e immagini offerte dalla stampa.
Per tutta la vita lavorò nella stessa Tipografia Marchigiana divenendone il proprietario e si dedicò alla fotografia soltanto nel tempo libero e tutti i giorni dopo cena, prima fotografando i dintorni di Senigallia, quindi stampando provini nei quali individuava il punto interessante e lo andava ad ingrandire e quindi stampava.
Nel 1955 venne premiato a Castelfranco Veneto e a Spilimbergo e dopo che John Szarkowsky, il curatore del MoMA di New York acquisì per il Museo nel 1963 la serie Scanno, inserendo anche una fotografia nel prestigioso catalogo Looking at Photographs, Giacomelli acquisì una enorme fama in Italia e all'estero.
La mostra, accompagnata da un conseguente catalogo, è curata da Walter Liva e accanto alle 84 fotografie selezionate verranno presentate anche lettere, documenti e i preziosi ritratti fatti a Giacomelli mentre egli stesso stava fotografando nei primi anni ’60.
[1] Arturo Carlo Quintavalle, Mario Giacomelli, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano, 1980, pag.64
[2] Giuseppe Turroni, Guida alla critica fotografica, Il castello, 1980, pag.52
Spilimbergo (PN)
dal
15/07/11
parte da questa data “Spilimbergo Fotografia 2011”mostre in programma:
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